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Per Di Maio la Sardegna e i suoi problemi sono come un libro non letto

Di Maio

Per Di Maio la Sardegna e i suoi problemi sono come un libro non letto. In Europa battaglie storiche per i sardi. Cinquestelle fuori dalla realtà.

La conoscenza sui problemi e le vertenze della Sardegna da parte dell'esponente del Movimento Cinquestelle, Luigi Di Maio, è paragonabile a quella di chi parla di un libro senza averne letto neppure una pagina. Ci si basa su voci o sul sentito dire, ma mancano dati e contenuti reali. Prevalgono quindi le imprecisioni, le inesattezze, o le approssimazioni infondate. Ecco, Di Maio ancora una volta incarna perfettamente la figura di questo pericoloso qualunquismo. Parla di un'Isola non rappresentata sui banchi europei ma non sa che per la prima volta la Sardegna ha combattuto storiche battaglie politiche, proprio a Bruxelles, su questioni importanti per lo sviluppo, la crescita e i diritti delle comunità sarde.

L'esponente dei Cinquestelle si dimentica, o forse non conosce affatto, la risoluzione del febbraio 2016 sul riconoscimento della condizione insulare: un atto sul quale, come europarlamentare, ho lavorato in prima persona ottenendo un'approvazione larghissima da parte della maggioranza del Parlamento Europeo. E ancora: Di Maio parla di agricoltura ma dimentica, o meglio non sa, che sui banchi di Strasburgo ho portato avanti, e con me il gruppo italiano del PPE, la battaglia contro l'incremento delle esportazioni di olio tunisino nei nostri mercati locali; allo stesso modo, la dura opposizione alle esportazioni incontrollate dei pomodori marocchini nei nostri territori. E non solo. Ricordo ancora le nuove norme anti-dumping, a favore del lavoro, delle piccole medie imprese, a tutela delle produzioni di eccellenza; ricordo lo sblocco dei Fondi di Solidarietà Europea a favore dei territori colpiti da alluvione.

Parliamo quindi di pagine concrete che Di Maio non conosce, perché di fondo non conosce né i sardi, né la Sardegna. Bene farebbe allora a documentarsi prima di mettere piede in un'Isola che ha bisogno di competenza e capacità governativa, non di pressapochismo o finzione. Vertenze come quella della continuità aerea e marittima, come quella dello Stato-Regione, come quella delle entrate, come il riconoscimento della condizione di insularità sono capitoli sui quali occorre studio, impegno e conoscenza approfondita dei territori. Tutti requisiti che Di Maio ancora dimostra di non avere.

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