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Renzi introduce il concetto di "discontinuità territoriale"

RenziRenzi introduce apertamente il concetto di "discontinuità territoriale". La sua visita in Sardegna smaschera il flop delle false promesse su trasporti e treni super veloci. È un fallimento senza precedenti. La vera sfida si gioca ancora una volta sul rilancio della vertenza insularità.

La visita in Sardegna del segretario del Pd Matteo Renzi smaschera beffardamente il flop della continuità territoriale. Di più. Con la sua scelta snobistica di rifiutare il disagio del trasporto ferroviario sardo l'ex Presidente del Consiglio ha introdotto apertamente il concetto di discontinuità territoriale, che è come ammettere alla luce del sole tutte le false promesse del suo Governo sul capitolo trasporti e collegamenti interni.

Siamo davanti ad una beffa senza precedenti, soprattutto se ricordiamo quanto, in questi ultimi anni, è stato propagandato in fatto di rete ferroviaria e treni super veloci. La verità, oggi, è smascherata dai suoi stessi occultatori: Renzi e tutto il PD. E dentro questa verità c'è un nodo politico ancora irrisolto, che è quello del riconoscimento della condizione di insularità, e di una battaglia rispetto alla quale i risultati ai quali ho lavorato in Europa restano disattesi a livello regionale e nazionale.

Oggi la Sardegna vive una situazione di forte ritardo economico, infrastrutturale e di mobilità, un gap di competitività dovuto in larga parte agli svantaggi che derivano dall'essere Isola. Per questo occorre rafforzare la battaglia sull'insularità. Questo significa rafforzare quanto è stato già fatto a livello europeo, ma significa anche aprire una vertenza che sia nazionale e che metta al centro la necessità di una legge capace di regolamentare una vertenza dalla quale dipende lo sviluppo della nostra regione.

Il flop del tour di Renzi in Sardegna è il flop di una sfida politica che il centrosinistra ha perso. Oggi la Sardegna resta isolata dal resto del mondo, sia sull'asse aereo che su quello marittimo, ma resta isolata anche al suo interno, dove il trasporto su binari è ancora fermo al secolo scorso e ad una lentezza inaccettabile che priva i cittadini e le imprese di ogni diritto alla mobilità.

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