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Continuità: si conferma la politica di smantellamento della Giunta Regionale

ContinuitàLuglio2017

Il fallimento della gara è la conferma di una politica di smantellamento della Giunta Regionale. Oggi occorre ripensare ad un nuovo modello di continuità che così com'è va superato.

Il totale fallimento del bando della Regione Sardegna per la continuità territoriale da Cagliari su Roma e Milano è la peggior conferma dell'inadeguatezza della Giunta Regionale nella gestione della politica dei trasporti. Una Giunta che invece di attrarre imprese le fa scappare, come sono scappate Alitalia e Ryanair che non hanno fatto alcuna offerta per il bando. Così intervengo sull'esito della nuova gara per la continuità territoriale. 

Mentre il Governo Regionale indebolisce sempre più il diritto alla mobilità dei sardi, il Parlamento Europeo ha recentemente riconosciuto la "condizione di insularità" per la Sardegna, e anche per la Sicilia, grazie ad una mia risoluzione approvata a larga maggioranza, che ha fatto assurgere a livello europeo questa vertenza. Occorre ora dare seguito a questa risoluzione che consente di superare gli ostacoli normativi posti dal regime di libera concorrenza rispetto al principio della continuità territoriale, concedendo per il sistema dei trasporti della Sardegna, ma anche della Sicilia, quei benefici economici necessari per colmare un oggettivo gap geografico, ma senza incorrere nei divieti Ue.

Oggi bisogna ripensare ad un nuovo modello di continuità territoriale per la Sardegna, un modello che sia in grado di calmierare i prezzi e aumentare i posti a disposizione. Serve un'impostazione nuova, un mercato più aperto e vantaggi reali per i sardi. Onestamente risulta anche paradossale l'atteggiamento di Alitalia che da un lato non partecipa al bando ma poi si affretta a dichiarare che la compagnia aerea continua a ritenere strategica la sua presenza in Sardegna. Se è strategica, c'è da chiedersi, perché l'ha abbandonata?

Purtroppo, in questi anni, abbiamo assistito a tutto: navette, winter links, tariffe variabili e altre promesse disattese. La verità è che da oggi la Sardegna, i suoi cittadini e le sue imprese, restano ancor più isolati. Per questo occorre rivendicare con forza un intervento chiaro e rapido per ristabilire quei diritti fino ad oggi negati.

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