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Insularità: Pigliaru disinformato. C'è già una prima risposta della Commissione Europea

InsularitàGiugno2017

C'è una risposta concreta della Commissione Europea alla mia interrogazione sul riconoscimento della condizione di insularità. Il Presidente della Regione parla di inutili accordi con Corsica e Baleari mentre dall'Europa arrivano segnali concreti. Si occupi invece di negoziare rapidamente in ambito nazionale.

Apprendo ormai con puntuale continuità come il Presidente della Regione, Francesco Pigliaru, sia totalmente distaccato dall'agenda politica europea, e non solo da oggi. La retorica sull'insularità messa in scena in queste ultime ore dimostra non soltanto la scarsa conoscenza sul tema, ma anche l'assenza totale di collaborazione istituzionale rispetto ad un percorso concreto già avviato a livello europeo. Oggi c'è un'interlocuzione aperta con l'Europa, che oltre alla risoluzione approvata dal Parlamento Europeo nel 2016 vede la risposta della Commissione Europa, per voce della commissaria Corina Cretu, ad una mia interrogazione sull'insularità.

Questo il mio pensiero a seguito delle dichiarazioni del Presidente della Giunta Regionale in occasione del G7 a Cagliari e annuncio la risposta della Commissione UE sul capitolo insularità.

"La Commissione, si legge nella risposta della Cretu, non ritiene che il prodotto interno lordo (PIL) sia l'unico indicatore del benessere economico-finanziario regionale. Nell'analizzare e nel monitorare la situazione delle regioni dell'UE la Commissione prende in considerazione molti altri aspetti. Per quanto riguarda la determinazione delle risorse finanziarie assegnate nell'ambito della politica di coesione, oltre al PIL vengono inoltre usati anche altri criteri come il livello di disoccupazione, il tasso di occupazione e la densità demografica, solo per citarne tre.

Nell'attuazione dei programmi europei, prosegue la Commissaria, vengono prese in considerazione anche le specificità delle regioni insulari. Il quadro giuridico relativo ai fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE) per il periodo 2014-2020 prevede disposizioni specifiche per il superamento dei vari ostacoli che devono affrontare le regioni insulari.

Al momento dell'adozione dei programmi dei fondi SIE per il periodo 2014-2020 la Commissione ha inoltre prestato particolare attenzione alle esigenze specifiche delle isole (ad esempio, la perifericità, l'accessibilità, la digitalizzazione dei servizi, l'istruzione, le PMI). La Commissione promuove e controlla anche le sinergie tra i fondi SIE, il Fondo europeo per gli investimenti strategici e Orizzonte 2020 al fine di realizzare pienamente le potenzialità dei finanziamenti dell'UE. Le norme in materia di aiuti di Stato consentono inoltre la concessione di aiuti con l'obiettivo di promuovere lo sviluppo economico di alcune isole svantaggiate."

Di fronte a questa risposta, Pigliaru farebbe bene ad impegnarsi in un'interlocuzione vera con lo Stato Centrale, non servono gli accordi con le Baleari e la Corsica, servono politiche concrete in sede nazionale che sostengano la battaglia da me avviata in Parlamento Europeo. Una battaglia di tutti, ma della quale sembra che l'unico a non essersi accorto è proprio Pigliaru.

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