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Insularità: la post-verità di Pigliaru su trasporti ed energia

PostVerità di Pigliaru

INSULARITÀ E TRASPORTI: la post-verità di Pigliaru è come un fake per creare percezioni distorte. La realtà ci dice altro: su energia e continuità territoriale la Sardegna è ferma e lontana dall'Europa. Non sarà il G7, né la Corsica o le Baleari a risolvere i problemi dei sardi. La strada da percorrere inizia dalla fiscalità di vantaggio.

La propaganda del Presidente Pigliaru sul tema insularità è quanto di più distaccato e surreale da ciò che oggi vive la Sardegna. Si spaccia l'insularità come una battaglia intrapresa e in pieno corso, si proclama un piano di mobilità elettrica come la premessa di una Sardegna in grado di garantire dei presidi di rifornimento elettrico ai turisti, e infine, si parla di metanizzazione dell'Isola come fatto acclarato. Più di un'assurdità. Potremmo definirla come la post verità di Pigliaru, o come i fake del Presidente della Regione.

Questo è ciò che penso sulle ultime dichiarazioni del Presidente della Giunta Regionale, in merito ai capitoli insularità e trasporti: Pigliaru chiede a Gentiloni di redigere un decreto urgente di fiscalità di vantaggio per il nostro sistema produttivo, sarebbe un passo importante, e io sarò pronto a lavorare per una ratifica in Europa.

Il Presidente della Regione parla di accordi con Baleari e Corsica senza citare né risultati, né atti concreti, per contro, dimentica che la vera battaglia per il riconoscimento della condizione di insularità si gioca fra l'Europa e lo Stato Italiano, trascurando lo storico risultato di un percorso che c'è, e che esiste, e si concentra nell'approvazione della risoluzione approvata dal Parlamento Europeo nel febbraio del 2016, una svolta alla quale ho lavorato personalmente, ma senza alcun appoggio della Giunta Regionale. Non sarà certo il G7 a garantire l'insularità alla Sardegna, è assurdo sentire Pigliaru abbinare la nostra vertenza ad un vertice come questo, dove i veri temi saranno altri e noi i trasporti sardi: l'insularità, la continuità territoriale hanno come veri interlocutori la Commissione UE e il Governo Italiano, non si possono illudere i sardi in questo modo. E così pure per quanto concerne la metanizzazione della nostra regione, per la quale, come ho potuto constatare personalmente a seguito di un'interlocuzione con Marco Alverà, l'Amministratore Delgato della SNAM, la prospettiva di una metanizzazione della Sardegna è nei piani dell'azienda leader nella realizzazione e nella gestione integrata delle infrastrutture del gas naturale, ma nei fatti l'Isola ha un ritardo enorme sul capitolo energia e metano. Serve dunque una svolta rapida, un piano capace di superare il gap energetico che deriva dalla condizione di insularità, causa, ancora oggi, di uno stato di svantaggio economico e produttivo opprimente. Il discorso, quindi, è collegato: senza il riconoscimento dell'insularità non è possibile parlare di una svolta nelle politiche energetiche, ma di interventi a pioggia dettati da una visione corta e senza condivisione con il territorio.

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