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Lettera al quotidiano L'Unione Sarda

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Rappresentare la Sardegna in Europa è un impegno di grande responsabilità e di servizio continuo a favore del bene comune del popolo sardo. L'elezione di tre deputati nel Parlamento Europeo esprime non solo un evento di portata storica, ma anche una straordinaria occasione di crescita e di sviluppo per affermare la nostra Regione nel contesto delle identità regionali europee.

In molti, a pochi mesi dalle elezioni del 25 maggio, ritenevano questo traguardo irraggiungibile, eppure ce l'abbiamo fatta. Ce l'abbiamo fatta nonostante le difficoltà legate all'assenza di un collegio indipendente per la Sardegna, nonostante la diffusa sfiducia nei confronti della politica, e, a viso aperto, contro la tradizione europea sfavorevole per i candidati sardi. La mia elezione è stato il risultato di una grande mobilità sul territorio, un impegno fondato sul radicamento nei comuni, sul dialogo, sulla coesione, sullo spirito movimentista. Valori che hanno accompagnato il mio lavoro anche all'indomani della vittoria, fin dal primo giorno del mio insediamento nel Parlamento Europeo. Le promesse assunte durante la campagna elettorale si sono dunque trasformate in rapidi obiettivi raggiunti. Su tutte, la necessaria costituzione di un Centro Studi Europei, il LabEuropa, inaugurato a Cagliari lo scorso 31luglio alla presenza di sindaci e rappresentanti delle amministrazioni locali. Un polo di "info-formazione" rivolto principalmente ai contesti amministrativi, pubblici e privati, al fine di migliorare gli standard professionali territoriali nelle azioni di recupero delle risorse finanziarie stabilite dall'Ue nell'ambito della nuova programmazione 2014-2020. Detto altrimenti: la possibilità di avvicinare l'Europa ai comuni, ai cittadini, alle esigenze reali delle economie locali, e più marcatamente, a quella domanda di risorse, e di progettazione, troppe volte disattesa negli anni. Ma il mio lavoro ha proseguito anche nella direzione della continua attività parlamentare: atti, interrogazioni, interventi, un agire ininterrotto e documentato tutto orientato alla tutela della medio piccola impresa sarda, alla valorizzazione dei nostri prodotti di eccellenza nei contesti di scambio e di cooperazione internazionale, alla promozione di interventi di rilancio della nostra economia. Far valere la nostra cultura, i nostri saperi, la nostra identità insulare, questa è la missione che affianca la mia attività parlamentare. Per farlo, occorrono competenze, professionalità, giovani e meno giovani, che possano rafforzare questo lavoro e amplificarlo ai più. C'è chi sceglie l'immobilismo, chi invece il dinamismo e il coraggio del fare. Oggi si vuol far apparire una cosa negativa ciò che invece, è di per sé l'inizio di un percorso: avere, cioè, una squadra di collaboratori che possa mettersi a servizio di una rappresentatività che guarda ai sardi. E' un diritto che ci assegna l'Europa. E ogni europarlamentare decide, sulla base degli obiettivi che animano la propria attività, come diversificare le risorse che l'UE mette a disposizione per la costruzione di uno staff operativo. Io ho scelto di farlo secondo un criterio di pluralità: non unicamente a favore di due o tre persone, bensì dodici uomini e donne di competenza e di impegno. Esattamente 8 sardi e 4 siciliani. Se avessi potuto avrei creato le condizioni per una collaborazione che coinvolgesse non solo i 53mila elettori che mi hanno sostenuto nel voto, ma i 500mila che non conosco. Per un progetto di lavoro e di comunità che possa portare beneficio ai tanti

Pubblicata il 30/09/2014 su L'Unione Sarda

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