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Chi sono

Legislatore al servizio dei sardi. E’ in questo incipit che si racchiude la descrizione più autentica dell’impegno politico di Salvatore Cicu: fondatore del centrodestra sardo e italiano, ha impresso il suo corso istituzionale lavorando assiduamente per il rilancio del Sistema Sardegna, e realizzando alcuni fra i più importanti atti normativi a favore delle imprese, dell’occupazione, della difesa dell’Autonomia e della Specialità sarda.

Nasce a Palermo, nel 1957, da madre siciliana e da padre sardo.

Diplomatosi al Liceo Classico di Villacidro, si laurea in Giurisprudenza, per poi sostenere l’esame di procuratore legale a Cagliari, dove ancor oggi continua ad esercitare stabilmente la professione di avvocato.

E’ da sempre impegnato nel mondo del sociale e dello sport, ricoprendo incarichi prestigiosi a livello nazionale e regionale, quali procuratore giuridico dell’Ente Sportivo Libertas, Presidente della pallavolo “Alfieri” di Cagliari, membro della Commissione Regionale della Federciclismo.

Il suo cursus istituzionale è anagraficamente giovane. Cicu inizia la sua attività parlamentare a soli 37 anni, quando, agli esordi della sua brillante carriera giuridica, il 5 aprile del 1994 viene eletto Deputato, iscritto al gruppo parlamentare di Forza Italia. E’ il Collegio 14, quello di Quartu Sant’Elena, a sostenere la sua candidatura. Un Collegio che manterrà costantemente vivo il legame fra il deputato azzurro e il territorio dell’Area Vasta di Cagliari, confermando un appoggio elettorale anche nelle successive legislature.

L’esordio al Parlamento è subito coronato dal prestigioso incarico esecutivo di Sottosegretario di Stato al Tesoro. Nel proseguo, da deputato, Cicu siede come componente di maggioranza nelle Commissioni Difesa e Bilancio, ma anche nella Commissione Parlamentare d’Inchiesta sull’Azienda di Stato per gli interventi nel Mercato Agricolo.

Sul territorio il suo impegno è stato da subito dedicato al radicamento e alla organizzazione. Risale a quegli anni la costituzione del Centro Studi Ceteris. Terminata la legislatura nella primavera del 1996, Cicu è nuovamente rieletto nella successiva tornata elettorale, ancora col sistema maggioritario, sempre nel Collegio 14, iscritto al gruppo di Forza Italia. È il segnale di una affermazione politica tutta in ascesa, tanto a livello nazionale quanto a livello regionale. Da Segretario della Commissione Bilancio e Componente della Commissione Parlamentare per le Questioni Regionali, la sua attività legislativa diventa fitta e ricca di risultati. E’ un lungo elenco, infatti, quello delle leggi presentate come primo firmatario: dall’Abolizione dell’Iva gravante sui trasporti delle persone residenti in ambiti territoriali insulari, alle leggi in materia di territorio, regioni insulari, polizia, sport, parchi nazionali, venatoria.

Un impegno politico costante quello di Cicu. Come uomo delle Istituzioni. Ma anche come uomo di partito. Dove, fino al 2001, riveste il ruolo di responsabile delle adesioni nazionali di Forza Italia contribuendo attivamente alla seconda vittoria di Berlusconi. Nel 2001, la rielezione alla Camera dei Deputati. E con essa, fino al 2006, l’assegnazione di uno dei più alti incarichi governativi, quello di Sottosegretario alla Difesa del secondo e terzo Governo Berlusconi.

La sua destinazione al Ministero della Difesa fu suggerita dall’ex Presidente della Repubblica, Francesco Cossiga.

Da Sottosegretario alla Difesa, Cicu, si è dedicato con estremo interesse al rafforzamento della cooperazione internazionale per le aree del vicino Medio Oriente, del Pacifico e del Sud-Est Asiatico, ma anche alla riorganizzazione tecnica, operativa e amministrativa del settore Difesa. E’ da ricordare inoltre il suo impegno con l’allora Ministro alla Difesa Antonio Martino, col quale raggiunge lo storico obiettivo di abolire la leva obbligatoria e creare un esercito di professionisti.

È tutt’oggi forte e intenso il suo legame con la Brigata Sassari. E, da figlio di carabiniere (l’amato padre Antonio), con tutta l’Arma. Da Sottosegretario riesce anche ad ottenere la demolizione del muro della Marina Militare a Cagliari, che ha consentito di allargare il Molo Ichnusa al Porto di Cagliari, rendendolo finalmente un porto a vocazione turistica e commerciale, e proiettandolo nell’attuale dimensione internazionale con l’attracco sempre più frequente di navi da crociera.

Nel 2006, la riconferma tra i banchi di Montecitorio, con l’incarico di Vice Presidente della Commissione Difesa. E’ il breve biennio del Governo Prodi, conclusosi con la crisi esecutiva del gennaio del 2008. Ad occupare l’agenda del parlamentare di Cicu è la Sardegna. Diverse le leggi al riguardo: dalle disposizione per favorire l’integrazione e l’inclusione sociale dei cittadini residenti nel Quartiere Sant’Elia di Cagliari, agli interventi finanziari a favore degli agricoltori delle imprese sarde.

A spiccare, tuttavia, è la proposta di legge sulle circoscrizioni Sardegna e Sicilia per l’elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia.

Nel 2008 il centrodestra ritorna al governo dopo una vittoria elettorale trionfale. Rieletto nel 2008, Cicu, diventa Capogruppo Pdl in Commissione Difesa e Vicepresidente del Gruppo Pdl alla Camera dei Deputati. Incarichi, questi, che restano attuali fino alla scadenza della legislatura.

In materia legislativa, dal 2008 in poi, sono da ricordare le disposizioni e l’operatività delle Zone Franche del territorio della Sardegna, ma anche la legge su fabici, e ancora, la modifica all’ordinamento militare in materia di altezza per l’ammissione ai Concorsi per il reclutamento nelle Forze Armate, le proposte di legge per la soppressione di Equitalia S.p.a. E inoltre: la mozione e la risoluzione sul fronte industria ed energia e, non ultimi, gli importanti provvedimenti in materia di infrastrutture.

Un contributo normativo costantemente accompagnato da un contatto diretto col territorio sardo, schierandosi attivamente su battaglie decisive per la Sardegna come, su tutte, la vertenza entrate, la continuità territoriale delle persone e delle merci, la ridefinizione di un nuovo rapporto fra Stato e Regione.

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